lunedì, giugno 23, 2014

Lungo l'Hudson

Treno New York-Montréal
22 Giugno 2014

Un viaggio in treno attraverso la pianura americana è un crocevia di destini. Mentre procedo in treno verso Montreal, le trame si infittiscono. Proprio quando entro in Canada per la prima volta, una parte della famiglia che qui ha vissuto viene meno. A fianco a me, nello scompartimento, una compagna di viaggio tedesca conosciuta in Olanda. I poliziotti alla frontiera hanno impiegato un po' di tempo a capire il mosaico di nazioni. Nello zaino, ho diverse cartoline, rivolte a un mondo che dopo la conferenza di Montreal sarà forse ancora più lontano.

Pigramente, penso alla presentazione che mi attende tra un paio di giorni e a quella che seguirà pochi giorni dopo in Olanda. Riesco a organizzare velocemente le informazioni sulla carta. La materia mi è chiara. Però tentenno. In quelle parole vorrei mettere tutto quanto desidero per i mesi e gli anni a venire. Invece di scendere alle conclusioni, risalgo a ritroso verso le premesse. Non le premesse della ricerca ma le mie. Così trovo il sogno di raccontare, il desiderio di viaggiare, la volontà di organizzare, ma senza perdere la facoltà di analizzare. Il tutto mi sembra così legato. Casa e mondo, libertà e impegno, si rincorrono come due facce della stessa medaglia. E come sempre io, quella medaglia, la faccio girare affinché mai una faccia oscuri del tutto l'altra.

Questa sera continuerò a pensarci, con qualche punto fermo. Deve essere qualcosa in cui apprendo, in cui il tempo dia forma al cambiamento. Qualcosa su cui intervenga io, direttamente, a monte nella strategia. Qualcosa che abbia un forte valore per la comunità a cui si rivolge, ma che al contempo le ispiri flessibilità, ottimismo e contaminazione. Qualcosa che onori un luogo, ma senza venerarlo come centro.

Come qui, ora, un ragazzo italiano, una ragazza tedesca, ospiti di una coppia brasiliana, nella parte francofona del Canada.

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